Il gioco dell’oca

Una sfida all’ultima freccia che infiamma i contradaioli

Lo scorso anno è toccato alla Contrada La Torre giungere per prima alla fatidica casella 63, quella della vittoria. E quest’anno tenterà il bis, avversata dalle altre cinque contrade (il Dosso da quest’anno non c’è più e dunque le corporazioni son rimaste sei). Quella del Gioco dell’Oca è una sfida impegnativa, molto più complessa di quel che sembra. E la fortuna si deve accontentare di giocare nelle retrovie, lasciando il versante d’attacco al talento degli arcieri. È dalle strategie di questi formidabili tiratori, studiate nella teoria e nella pratica per tutto l’anno, che dipendono il successo e l’insuccesso di ogni Contrada. I punti accumulati sul paglione si traducono in passi verso il traguardo finale, quello dell’estrema e decisiva casella. Chi sarà il nuovo campione? Per scoprirlo esiste solo un modo: assistere alla suggestiva disfida dell’ultima domenica di settembre a Mortara. Sarà il punteggio delle varie sessioni di tiro, ingrediente base della tenzone, a sancire il progresso delle “pedine viventi”. Il fato tenterà di metterci lo zampino con le “caselle speciali”, ma alla fine solo una di loro farà festa. Le altre contrade, digiune di successo, dovranno riporre i sogni di gloria in un cassetto, aspettando l’anno prossimo per la rivincita. 

Il Palio

Il palio 2019 è stato realizzato da Luciano Bello, in arte Lucien: si tratta di un disegno surrealista che celebra la ricorrenza dei 500 anni dalla morte di Leonardo Da Vinci